
“La sua scrittura, di straordinaria intelligenza, e il suo modo di raccontare con uno sguardo profondamente umano un conflitto di infinita complessità hanno reso Fauda una serie unica. Raramente un’opera televisiva è riuscita a coniugare con tanta precisione tensione, emozione e profondità.”
L’ultimo episodio della quinta stagione di Fauda è andato in onda il 13 luglio in Israele. La distribuzione internazionale su Netflix si avvicina ormai, insieme alla certezza che questa quinta stagione sarà anche l’ultima.
In attesa di poterla vedere, ho voluto inaugurare questa serie di articoli dedicati agli attori che hanno dato anima a Fauda, iniziando da colui che è indissolubilmente legato alla storia della serie: Lior Raz.
Co-creatore della serie e interprete di Doron Kabilio, Lior Raz non si è limitato a dare vita a un personaggio diventato iconico. Insieme ad Avi Issacharoff, ha dato origine a un’opera che ha lasciato un segno profondo nella storia delle serie televisive contemporanee.
Famosa per il suo straordinario realismo, Fauda si è imposta come un’opera unica nel panorama delle serie contemporanee. La qualità della sua scrittura, di rara intelligenza, e il modo profondamente umano con cui affronta un conflitto di infinita complessità ne hanno fatto una serie senza eguali. Raramente un’opera televisiva è riuscita a coniugare con tanta precisione tensione, emozione e profondità. Questa straordinaria qualità artistica le ha valso un riconoscimento internazionale, fino a essere inserita dal New York Times tra le trenta migliori serie internazionali del decennio.
Questa autenticità non è frutto del caso. Lior Raz e Avi Issacharoff conoscono intimamente il mondo che raccontano. La loro esperienza ha alimentato ogni dettaglio della serie: i dialoghi, le operazioni, i rapporti tra i membri dell’unità, ma anche il peso psicologico che questi uomini e queste donne portano sulle proprie spalle ogni giorno.
Quando il massacro del 7 ottobre 2023 ha sconvolto Israele, mentre la sceneggiatura della quinta stagione era già in fase avanzata, hanno scelto di riscriverla affinché quest’ultima stagione potesse raccontare quella nuova realtà. Una decisione che testimonia la loro costante volontà di restare il più possibile fedeli al reale.
Doron Kabilio, un eroe profondamente umano
“Doron est avant tout un homme prisonnier de son devoir. Un homme qui tente, à plusieurs reprises, de retrouver une vie normale, mais que la guerre finit toujours par le rattraper. Chaque mission lui coûte un peu plus. Chaque perte le fragilise. Chaque décision laisse une cicatrice.”
Ma la forza di Fauda non risiede soltanto nella sua scrittura. Si fonda anche su un personaggio diventato uno dei più memorabili della televisione contemporanea: Doron Kabilio.

A prima vista, Doron è il comandante di un’unità d’élite disposto a tutto pur di portare a termine la propria missione. Ma ridurlo a un semplice combattente significherebbe non cogliere la vera ricchezza del personaggio.
Doron è prima di tutto un uomo prigioniero del proprio dovere. Un uomo che cerca più volte di ritrovare una vita normale, ma che la guerra finisce sempre per raggiungere. Ogni missione gli costa un po’ di più. Ogni perdita lo rende più fragile. Ogni decisione lascia una cicatrice.
Non vince mai davvero. Anche quando porta a termine la sua missione, finisce sempre per pagarne il prezzo. È probabilmente questo che lo rende un personaggio così profondamente umano. Dietro il soldato si nascondono un padre, un amico, un uomo attraversato dal dubbio, dal senso di colpa, dalla rabbia e dal dolore.
Doron non è un eroe invincibile. È impulsivo. Sbaglia. Agisce spesso più d’istinto che di ragione. Le sue scelte hanno conseguenze, per lui come per chi gli sta accanto. Ed è proprio questa imperfezione a renderlo tanto credibile quanto profondamente umano.
Lior Raz non cerca mai di idealizzare il suo personaggio. Gli dona un’intensità e una verità rare. Attraverso il suo sguardo, i suoi silenzi, la sua rabbia e i suoi momenti di fragilità, riesce a farci dimenticare l’attore, lasciando esistere soltanto l’uomo.
In un panorama audiovisivo spesso popolato da eroi senza difetti, Doron Kabilio ci ricorda che i personaggi più memorabili sono spesso quelli che portano con sé le proprie ferite. Quelli che continuano ad andare avanti non perché siano invincibili, ma perché si rifiutano di arrendersi.
Con il passare delle stagioni, Doron Kabilio è entrato nelle nostre vite. Non come un eroe invincibile, ma come un uomo con i suoi punti di forza, le sue fragilità, le sue ferite e le sue contraddizioni.
Ed è forse per questo che, ancora prima di aver scoperto quest’ultima stagione, una cosa è già certa: ci mancherà.
Grazie, Lior Raz, per aver dato un’anima a Doron Kabilio.
Sandrine Aloa-Mani
