{"id":5479,"date":"2026-10-06T07:03:40","date_gmt":"2026-10-06T07:03:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/?p=5479"},"modified":"2026-10-06T07:03:42","modified_gmt":"2026-10-06T07:03:42","slug":"dinner-with-dante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/it\/festival\/dinner-with-dante\/","title":{"rendered":"DINNER WITH DANTE"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/DWD-Katherine-Head-shot-BW.jpeg\" data-rel=\"penci-gallery-image-content\" ><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5481\" src=\"https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/DWD-Katherine-Head-shot-BW.jpeg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/DWD-Katherine-Head-shot-BW.jpeg 480w, https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/DWD-Katherine-Head-shot-BW-225x300.jpeg 225w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><\/p>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Intervista alla sceneggiatrice Katherine Schimmel<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Firenze. Piazza Santa Croce<\/strong>. Lucia \u00e8 una donna la cui vita \u00e8 rimasta segnata dalla perdita del fidanzato durante la Seconda guerra mondiale. Gli anni passano, il mondo cambia, ma lei continua a tornare davanti alla statua di Dante, interlocutore silenzioso di un dolore che il tempo non \u00e8 riuscito a cancellare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Diretto da Cecilia Miniucchi, scritto da Katherine Schimmel e interpretato da Gaia Bottazzi,\u00a0<em>Dinner with Dante<\/em>\u00a0ha vinto<\/strong> il\u00a0<strong>Premio Kin\u00e9o come Miglior Cortometraggio a Venezia 2026<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un film sul lutto, sulla memoria e sulle ferite invisibili lasciate dalla guerra, nato da un\u2019esperienza molto personale della sua sceneggiatrice.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo intervistato&nbsp;<strong>Katherine Schimmel<\/strong>&nbsp;per scoprire come \u00e8 nato&nbsp;<em>Dinner with Dante<\/em>&nbsp;e perch\u00e9 Firenze, Dante e il silenzio sono diventati il cuore di questa storia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Dinner with Dante racconta la storia di una donna la cui vita rimane profondamente segnata dalla perdita del fidanzato durante la Seconda guerra mondiale. Da dove nasce questa storia? C\u2019\u00e8 stata un\u2019immagine, un ricordo o un\u2019idea particolare che ti ha ispirato a scriverla?<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 una bellissima domanda e ti ringrazio per l\u2019interesse nei confronti di questo film. La storia \u00e8 nata dalle conversazioni che io stessa avevo con la statua di Dante in Piazza Santa Croce, a Firenze, nel 2012. Ricordo di aver pensato allora: \u00abE se continuassi a conversare con Dante ogni sabato sera per il resto della mia vita, rimanendo sola?\u00bb. Quel pensiero mi fece venire i brividi e mi port\u00f2 a riflettere sul paesaggio interiore della mente contrapposto a quello esteriore dell\u2019individuo, e su ci\u00f2 che le persone scelgono di mostrare al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle cose che mi colp\u00ec allora fu proprio quanto il mondo interiore possa essere diverso da quello esteriore  in questo caso, la piazza o il s\u00e9 che mostriamo agli altri. Per fare un esempio molto semplice, una persona pu\u00f2 mostrare al mondo un\u2019immagine di felicit\u00e0 mentre, dentro di s\u00e9, sta affrontando qualcosa di molto pi\u00f9 pesante.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo contrasto, questo contrappunto tra mondi o \u201cstati\u201d, \u00e8 qualcosa che \u00e8 rimasto con me fin dai miei personali \u201cdinner with Dante\u201d e che desideravo riprendere ed esplorare, un giorno, in una sceneggiatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, nel 2023, per una ragione che non so spiegare, mi sono sentita improvvisamente e profondamente ispirata a scrivere\u00a0<em>Dinner with Dante<\/em>. Ho quindi deciso di creare un personaggio di finzione alle prese con una perdita cos\u00ec profonda da renderle impossibile andare avanti. Da quel momento, la storia si \u00e8 praticamente scritta da sola, arrivando in maniera molto organica. Ho per\u00f2 intrecciato al racconto alcuni frammenti di storie sulla Firenze della Seconda guerra mondiale che avevo ascoltato nel corso degli anni. La mina esplosa in un parco ne \u00e8 un esempio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Il film parla della guerra attraverso ci\u00f2 che lascia dietro di s\u00e9, piuttosto che attraverso il conflitto stesso. Perch\u00e9 era importante per te esplorare le conseguenze emotive della guerra e il modo in cui possono continuare a plasmare una vita molto tempo dopo la fine dei combattimenti?<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>Per me era essenziale richiamare l\u2019attenzione sulle voci di persone che, altrimenti, rischierebbero di non essere ricordate o ascoltate. La guerra lascia sempre pi\u00f9 vittime di quante siamo in grado di contare, perch\u00e9 molte di loro rimangono invisibili e soffrono in silenzio. E, naturalmente, storicamente donne e bambini hanno sempre rappresentato una parte importante di questa popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uso ripetuto del silenzio nel film, insieme alla scelta intenzionale di uno spazio fisico ristretto, voleva essere un omaggio a queste persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella stessa direzione va anche il canticchiare e il canto senza parole, costruito su vocali aperte, che ho interpretato nella colonna sonora di Enzo De Rosa: voleva simboleggiare le voci di coloro che non possono parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, per me era estremamente importante ricordare i Caduti della Prima e della Seconda guerra mondiale, soprattutto perch\u00e9 il film arriva in prossimit\u00e0 dell\u2019ottantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. Nel corso degli anni ho partecipato a Firenze a cerimonie durante le quali i soldati venivano onorati e ricordati. Queste commemorazioni mi hanno sempre profondamente commossa e, in qualche modo, cambiata.Dico \u201ccambiata\u201d perch\u00e9, se ci si ferma davvero a riflettere sull\u2019enormit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto e sul peso dei sacrifici compiuti da tutte queste vite innocenti, si finisce per guardare le cose in maniera molto diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ha anche molto rattristata constatare che molti di questi eventi non fossero maggiormente frequentati dalle giovani generazioni. Naturalmente, molte delle famiglie direttamente coinvolte non ci sono pi\u00f9, e questo in parte lo spiega.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma credo che abbiamo la responsabilit\u00e0 di ricordare e onorare i sacrifici di coloro che sono venuti prima di noi. E, cosa importante, non \u00e8 sempre necessario partecipare a una cerimonia per farlo: a volte pu\u00f2 bastare deporre un fiore sulla tomba di un soldato o di una vittima, oppure ai piedi di un monumento commemorativo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Dinner with Dante \u00e8 stato girato a Firenze, una citt\u00e0 la cui storia e identit\u00e0 sono inseparabili da Dante. Quando hai scritto la sceneggiatura, quanto era importante Firenze per questa storia? Avrebbe potuto esistere altrove oppure era destinata, fin dall\u2019inizio, ad appartenere a questa citt\u00e0?<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>Per me questa storia che contiene elementi universali legati alla sofferenza umana \u2014 appartiene al cento per cento a Firenze e al monumento a Dante realizzato da Pazzi, che si trova in Piazza Santa Croce.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho inoltre promesso che la maggior parte degli eventuali futuri proventi del film sar\u00e0 devoluta all\u2019Opera di Santa Croce e al War Graves Memorial Fund, come modo per restituire qualcosa a una citt\u00e0 che mi ha dato cos\u00ec tanto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Dante \u00e8 una presenza silenziosa ma essenziale nella storia. Perch\u00e9 hai scelto proprio lui e che cosa permette al tuo personaggio di esprimere questo dialogo immaginario con Dante che, altrimenti, forse non riuscirebbe a dire?<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 questa storia \u00e8 stata ispirata dalle mie conversazioni personali con Dante, mi \u00e8 sembrato naturale tornare da lui, anche se molti anni dopo, con una conversazione diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 in generale, penso che tutti noi intratteniamo conversazioni nella nostra mente e che alcune di esse possano essere profondamente catartiche quando non c\u2019\u00e8 nessuno ad ascoltare, giudicare o commentare. Spesso il cervello ha semplicemente bisogno di elaborare le cose da solo per riuscire a fare chiarezza. Naturalmente, anche l\u2019anonimato svolge un ruolo enorme.<\/p>\n\n\n\n<p>Per le vittime di un trauma si aggiunge un ulteriore livello di complessit\u00e0, perch\u00e9 spesso fanno fatica persino a verbalizzare ci\u00f2 che \u00e8 accaduto loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo, per esempio, che ai bambini piccoli che hanno attraversato esperienze difficili vengono dati dei peluche con cui parlare, perch\u00e9 tendono a sentirsi al sicuro con questi oggetti.<\/p>\n\n\n\n<p>E naturalmente ci sono molti bambini nel mondo che hanno vissuto traumi o perdite enormi e che hanno smesso completamente di parlare. Alcuni continuano cos\u00ec anche per molti anni. La speranza, allora, \u00e8 che un giorno riescano ad aprirsi con un animale \u2014 come un cavallo o un cane \u2014 o magari con un peluche, perch\u00e9 l\u2019animale non rappresenta una minaccia e non usa le parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse una statua nel caso di Lucia, quella di Dante  non \u00e8 altro che un\u2019estensione di questa stessa idea.<\/p>\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-07-23-at-6.49.40-PM.png\" data-rel=\"penci-gallery-image-content\" ><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5484\" src=\"https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-07-23-at-6.49.40-PM-1024x569.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"569\" srcset=\"https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-07-23-at-6.49.40-PM-1024x569.png 1024w, https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-07-23-at-6.49.40-PM-300x167.png 300w, https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-07-23-at-6.49.40-PM-768x427.png 768w, https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-07-23-at-6.49.40-PM-1170x650.png 1170w, https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-07-23-at-6.49.40-PM-585x325.png 585w, https:\/\/www.cineramaboulevard.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-07-23-at-6.49.40-PM.png 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Il tempo \u00e8 centrale nella sceneggiatura: gli anni passano e il mondo cambia intorno alla protagonista, mentre una parte di lei rimane legata alla stessa perdita. Come hai affrontato, nella scrittura, questa relazione tra tempo, memoria e lutto?<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 una domanda bellissima perch\u00e9 tocca davvero il cuore della sceneggiatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal momento che il lutto, la solitudine e l\u2019incapacit\u00e0 di andare avanti dopo un trauma erano temi centrali che desideravo esplorare, ho pensato che uno dei modi migliori per farlo fosse mostrare come l\u2019inesorabile scorrere del tempo, il suo continuo movimento verso il futuro \u2014 come il tic-tac, tic-tac, tic-tac di un orologio  potesse essere messo in contrasto con un personaggio statico, che non evolve ma rimane invece bloccato nel tempo per il resto della propria vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Per sottolineare ulteriormente questo aspetto, ho scelto di confinare tutto nello stesso piccolo spazio nonostante l\u2019ampio arco temporale: in questo caso, un angolo della piazza e un tavolo.Naturalmente, anche la protagonista si muove fisicamente molto poco e non parla, perch\u00e9 persino le sue conversazioni sono confinate a un dialogo interiore nella sua mente. Dante rafforza ulteriormente questo elemento, perch\u00e9 neppure lui si muove.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ruolo di Lucia, interpretato da Gaia Bottazzi, era molto, molto difficile perch\u00e9, dal punto di vista visivo, tutto doveva essere espresso attraverso gesti essenziali  come fumare una sigaretta dopo l\u2019altra o un\u2019andatura storta oppure attraverso l\u2019espressivit\u00e0 degli occhi. Tutto il resto doveva essere sostenuto dal monologo.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che Gaia abbia fatto un lavoro straordinario e il suo non era affatto un ruolo facile, soprattutto se si pensa a quanta azione \u00e8 presente nella maggior parte dei film. Ma per me l\u2019assenza di movimento era una componente essenziale della storia e quindi chiunque avesse interpretato quel ruolo avrebbe dovuto farlo alla perfezione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Quando hai scritto Dinner with Dante, che cosa speravi rimanesse nello spettatore dopo la fine del film?<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>La cosa pi\u00f9 grande che potrei sperare \u00e8 che le persone non dimentichino mai le tante vittime della guerra e dei traumi che esistono nel mondo e che, in secondo luogo, trovino il tempo per deporre un fiore sulla tomba di un soldato caduto o ai piedi di un monumento commemorativo della propria citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Spero anche che le persone possano avere maggiore empatia le une verso le altre e tendere una mano a chi ne ha bisogno.Ma spero anche che il messaggio di questo film raggiunga le numerose vittime di traumi che sono ancora in vita e faccia loro sapere che non sono sole e che nessuno dovrebbe essere costretto a trascorrere i propri giorni come Lucia.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Dinner with Dante<\/strong><\/em>\u00a0ci ricorda che il tempo della Storia e quello del dolore non sempre avanzano insieme. E forse \u00e8 proprio qui che il cinema trova uno dei suoi significati pi\u00f9 profondi: dare voce a ci\u00f2 che rimane invisibile, perch\u00e9 non venga dimenticato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sandrine Aloa-Mani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista alla sceneggiatrice Katherine Schimmel Firenze. Piazza Santa Croce. Lucia \u00e8 una donna la cui vita \u00e8 rimasta segnata dalla perdita del fidanzato durante la Seconda guerra mondiale. 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